AMATRICE 6.0: UN’AMICIZIA TRA LE MONTAGNE

    A volte bisogna fermarsi, sostare un momento. Un po’ come essere ai piedi di una bellissima montagna e trovare il modo di vederne gli angoli più nascosti e segreti. Era il 30 luglio 2017 e su cima Lepri si assaporava un buon venticello, utile a rinfrescare il clima estivo ed a mitigare la calura della lunga salita. Mi fermo ad osservare la piana di Amatrice, fin su alla faglia del monte Vettore, ben visibile in lontananza. Ovunque si riconosce in maniera nitida la devastazione, tante macchie bianche che stonano all’interno di un paesaggio ancora pieno di colori. Mi volto verso la croce di vetta e noto con piacere che siamo in tanti lassù e ci accogliamo a vicenda con un sorriso ed una forte stretta di mano, mani di chi non ci pensa per niente a mollare. Si riconosce il silenzio, quello della terra dilaniata e degli uomini che ancora la abitano; mi viene un nodo in gola ed in quel momento ne percepisco un gran peso, un disagio, quasi mi chiedesse di essere più “responsabile”. Questo viaggio merita una restituzione perché tanto da esso abbiamo ricevuto.

    Molti pensano che le montagne possano dividere, creare muri e separare le persone, ma dopo l’esperienza che abbiamo provato noi ragazzi dell’Alpinismo Giovanile del CAI di Parma ad Amatrice, possiamo affermare certamente il contrario. Pochi mesi fa infatti abbiamo intrapreso un’avventura molto particolare, al termine della quale siamo tornati  un po’ cambiati, cresciuti e con tanto da raccontare. A differenza della consueta iniziativa annuale estiva della “Cima in compagnia”, abbiamo deciso di fare un gemellaggio con l’AG (Alpinismo Giovanile) di Amatrice. Non era un viaggio comune quello che ci aspettava, non una semplice escursione, bensì una motivazione che ci ha spinto a metterci in gioco, a “sporcarci le mani”, per lanciare un messaggio di solidarietà e speranza alle popolazioni colpite dal forte sisma di un anno fa. Dopo un lungo viaggio intrapreso insieme ad una rappresentanza dell’AG di Reggio Emilia siamo arrivati al paesino di Retrosi. Siamo stati accolti da persone che, come Mario, lo scanzonato gestore dell’agricampeggio dove ci siamo accampati, hanno ancora la voglia di ricominciare nonostante abbiano perso tutto. Montare le tende, tra chiodi, picchetti e tante risate ci ha aiutato a conoscerci ed a instaurare un rapporto di amicizia tra noi ragazzi emiliani e quelli di Amatrice che si ritrovavano insieme per la prima volta dopo quasi un anno! Il gemellaggio è stato suggellato da una serata conviviale con specialità locali ed una lezione di astronomia proposta da un’astrofisica del posto sul riconoscimento delle stelle.  E’ stato emozionante capire quanto entusiasmo può scaturire da un abbraccio, una stretta di mano ed un piatto di amatriciana in compagnia. E’ stata anche l’occasione per donare ai ragazzi amatriciani tende da campeggio, lampade frontali, zaini e binocoli: un augurio sincero perché possano continuare a vivere l’esperienza della condivisione in montagna insieme ai propri accompagnatori.  Dopo la notte in tenda, svegliati da un galletto alquanto mattiniero, abbiamo affrontato la salita a cima Lepri, la punta più alta dei monti della Laga. Mentre camminavamo lungo le erbose e scoscese pendici di cima Lepri, eravamo tutti spinti dalla comune passione per la montagna. Raggiunta la vetta, uno strabiliante panorama ci attendeva: il monte Vettore, il Gran Sasso e il mare all’orizzonte. Solo la suggestiva faglia sul monte Vettore ci ricordava, a malincuore, il terremoto dell’anno precedente. Da lassù, stanchi ma soddisfatti, lo sguardo si perdeva all’orizzonte lungo tutta la vallata di Amatrice: boschi, campi, fiumi e perfino le case distrutte dal sisma sembravano lontane. Anche le  preoccupazioni ed i problemi apparivano piccoli e lontani ed in qualche modo superabili. Dopo aver  trascorso un’altra notte in tenda, il mattino seguente, abbiamo intrapreso il viaggio di ritorno, facendo due tappe per visitare ciò che è rimasto di Norcia e Castelluccio. Seduti fianco a fianco sul pulmino, guardando ciò che scorreva dal finestrino, le nostre menti hanno avuto tempo e modo di ripercorrere i bei momenti  trascorsi e le forti emozioni provate. Tutto questo ci ha permesso di ritenerci persone fortunate, consapevoli che la “sfortuna” per ora non ci ha toccati ma altrettanto sicuri che aiutare gli altri ed essere solidali nelle difficoltà altrui sia un dovere verso il prossimo. La cosa straordinaria è quindi la nascita di una bellissima amicizia! Ora rimane l’attesa di ritrovare i nostri amici amatriciani al termine di questa estate nei giorni 8-9-10 Settembre, che ospiteremo al rifugio CAI Mariotti nella splendida cornice del nostro appennino.

    VIDEO
    STORIE