Articioc, una cooperativa sociale a tutta birra

    “Articioc significa carciofo, e il carciofo ha una caratteristica particolare: difendere con le spine la parte nobile, che è il cuore” dice Luca Manini, che spiega come è nata la cooperativa sociale Articioc

    Questo è il video realizzato dagli studenti della 4A audiovisivi del liceo artistico Toschi di Parma che racconta la bella storia della cooperativa sociale Articioc

    Video a cura di: Gabriele Rogna, Wu Xiao Lun, Gloria Trotta, Sara Canepari, Giulia Gibaru

    che cos’è Articioc (dalla pagina facebook della cooperativa sociale): Articioc, in dialetto parmigiano, ma anche nella moltitudine dei dialetti nazionali , addirittura nella lingua inglese (artichoke) significa carciofo. Il carciofo rappresenta la terra, i sapori contadini, la buona tavola, la forza di difendere con le spine la parte più nobile: il cuore . Per questi motivi abbiamo deciso di chiamare in questo modo la nostra Cooperativa sociale. IL PROGETTO Articioc Coop Sociale nasce nel 2014 ma il progetto è forte dell’esperienza maturata, negli ultimi nove anni, dai suoi soci fondatori nell’associazione culturale ALTAFERMENTAZIONE di Parma. Altafermentazione è stata una delle prime associazioni locali ad affiliarsi a Unionbirrai, l’associazione nazionale che ha permesso lo sviluppo del movimento birra artigianale in Italia. Nove anni di eventi organizzati nei pub cittadini, di corsi di degustazione, di homebrewing ci hanno consentito di acquisire un patrimonio unico di: a) Competenze relative alla produzione della birra artigianale b) Competenze nella creazione di eventi c) Relazioni con pub, locali, distributori e appassionati d) Relazioni con la maggior parte dei produttori nazionali di birra artigianale e) Relazioni con associazioni di volontariato L’esperienza maturata negli anni, coniugata alla nostra crescente attenzione per il mondo del Sociale, ci ha fatto comprendere chela gestione di un birrificio ben si abbina ad una progettualità volta alla costituzione di una realtà imprenditoriale con risvolti sociali, che abbia come finalità quella di impiegare personale svantaggiato, soprattutto lavoratori down o con disabilità fisiche. La scelta della birra artigianale come prodotto finale è quanto mai mirata. Il processo di produzione della birra consta di diverse fasi: macinazione del malto, cottura, insaporimento, fermentazione, imbottigliamento, tappatura, etichettatura, inscatolamento. Ciò permette di coinvolgere/inserire lavoratori con competenze diverse, offrendo a ciascuno un ruolo/compito col quale prendere confidenza, migliorarsi e realizzarsi. Se l’obiettivo finale è quello di arrivare in un paio di anni a possedere un sito di produzione, dove due o tre lavoratori svantaggiati potranno trovare impiego, la fase iniziale del progetto vedrà la neonata cooperativa sociale operare come beer firm producendo una gamma di birre proprie presso birrifici amici che hanno condiviso con noi le finalità del progetto. Le attività svolte in questa prima fase saranno quindi tipicamente di tipo commerciale e volte a far acquisire alla cooperativa la solidità economica necessaria per poter intraprendere gli step successivi. Si può ipotizzare che, all’inizio, l’attività più impegnativa possa essere quella della vendita diretta tramite mescita in fiere e mercati nella stagione estiva; fase lavorativa nella quale sarà possibile coinvolgere almeno 1 lavoratore disabile. Tale attività, oltre che fonte di reddito, consentirà di mettere in evidenza l’operatività dei lavoratori diventando fonte di soddisfazione per i ragazzi e le loro famiglie. L’inserimento lavorativo avverrà sotto l’attento controllo del partner “Associazione Libertas Sanseverina” che, grazie al lavoro del Presidente Sig. Remo Pattini ,dal 1982 crea iniziative sportive e ludiche rivolte a ragazzi con disabilità al fine di migliorare e arricchire la qualità della loro vita. L’impegno di Pattini e dei suoi collaboratori ha fatto si che attualmente l’associazione vanti di circa 160 iscritti e del riconoscimenti pubblico di C.O.N.I., Libertas e Specyal Olympic, enti a cui è ufficialmente affiliata. Già nel 2010 insieme al Sig. Pattini abbiamo avuto modo di illustrare il progetto nella fase embrionale al neuropsichiatra Prof. Moroni (ex dirigente azienda Ausl) riscontrando un notevole interesse. Facile quindi ipotizzare che, nella sua evoluzione, un progetto di questo tipo potrebbe essere seguito con grande attenzione dall’azienda Ausl andando a costituire una best practice replicabile sul territorio nazionale.

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